I l lavoro

3° Simposio internazionale della ceramica.

Da uno scritto di Uberto Mori
20 Nov. 1951

"...io perdo il senso della realtà, di ciò che davvero ha valore nello vita... Gilda ... ricordamelo ogni tanto, perché è necessario che non impari o dormire così, con gli occhi e con le orecchie chiuse, in quel mondo dedito esclusivamente al lavoro nel quale mi sto rinchiudendo. Ma nemmeno io so se sia giusto astrarsi da questo o da quello: perché io ho dei doveri verso di te, verso quelli che saranno i nostri figli e tu e loro avrete bisogno di un minimo di cose concrete. Io non so, Gilda che cosa sia entro di me ma io sento che non è mio il mio modo d'agire. Sento che qualche cosa c'è e resta soffocato da troppe cose alle quali sono costretto ma che non sono sincere. Ma dire che a quelle cose sono costretto è forse il più grande atto di viltà che si possa commettere."

Testimonianza:

"…era all'inizio di quella carriera, che l'avrebbe portato a conquistare una brillante posizione nel mondo imprenditoriale. Lavorando duramente, poco alla volta, ad apprendere tutti i segreto tecnici del settore delle ceramiche. "Aveva infatti cominciato con la riparazione dei forni, per poi passare alla progettazione personale di qualche parte importante degli stessi e pervenire a quella che in gergo di chiama "progettazione e realizzazione chiavi in mano". Sapeva calcolare le entità ed i rischi del suo lavoro, nelle cui scelte era coraggioso ma anche prudente: nelle grandi ma anche nelle piccole imprese. "Il suo era un ottimo curriculum culturale, non per niente la sua professionalità si era forgiata incominciando dalla gavetta. E questo gli permetteva di capire anche i problemi di chi lavorava con lui."

Leopoldo Cini
Docente Universitario di Chimica Industriale

1960. Uberto a Bruxelles in occasione della fiera campionaria per l'industria Ceramica