L a maturità

 

Testimonianze:

"Ha saputo dimostrarsi un cristiano integrale nei rapporti con i dipendenti, nei rapporti con le autorità, come nei rapporti individuali, anche con le persone più umili".

Don Gabriele Amorth

Mi sono trovato dinnanzi l'imprenditore. Sicuro. Esigente L'uomo che richiedeva rigore, che andava all'attacco, Per i suoi dipendenti era un capo con cui non si doveva discutere. Si doveva eseguire: si doveva fare. " Per tutelare i suoi interessi l'ho visto comportarsi con fermezza. Non faceva dei male ma sì muoveva con estrema decisione... "Avevo fatto diversi viaggi di lavoro con lui, lo seguivo con ammirazione. Mi rendevo conto della sua indiscussa autorevolezza sia umana che professionale. Ma ero soltanto spettatore. In fabbrica, mi ha sempre lasciato fare quello che volevo, e credo pensasse che nulla è di maggior insegnamento della propria esperienza diretta. "Le sue istruzioni erano inserite in una busta "da aprirsi soltanto in caso di difficoltà". Sul foglio interno c'era scritto: "Arrangiati" In altre parole: "Cerca di capire da solo". Era stata la sua esperienza ed era il suo insegnamento. "Mio padre non mi ha dato lezioni teoriche, ma mi ha dato qualcosa di ben più importante: la sua fiducia. Era molto pratico. " Al presente c'è da fare", diceva. "Andiamo avanti. Cosa stiamo lì a lodarci, a ricordare?" "Se penso a come mi sono impostato in azienda, a quello che ho fatto, vorrei aver ricevuto più suggerimenti da lui. Avrei voluto sentirmi dire: "Devi far questo. Devi far quello". Non è mai successo. Mi ha sempre lasciato libero dì arrangiarmi nel bene e nel male".

MARIO
Figlio di Uberto Mori
 
15 Giugno 1979 Modena. Uberto al convegno
"Le Ceramiche degli anni 80" tenutosi alla Mori spa

"Chiaro nelle idee, preciso, risoluto, rapido nelle decisioni era però sempre cortese e affabile con tutti. Era pervaso da una serenità che gli permetteva di sdrammatizzare ogni problema per risolverlo al meglio..."

Flavio Fabrizi
Assistente di Chimica applicata alla facoltà di Ingegneria dell'Università di Bologna
 

"...e ancora in questo l'ammiravo: nella capacità di tollerare le cosiddette persone moleste, i discorsi di ignoranza presuntuosa e saccente, gli atti di egoismo, di grettezza, di disonestà che si incontravano nella vita professionale. Come sapeva trovare risposte mai adirate o offensive ma all'insegna dei garbo e di una superiore cortesia".

Giovanni Ulrici
Pediatra